UN PO’ DI STORIA

Nel corso dei secoli la Sardegna, per la posizione strategica dell’isola e per le sue risorse minerarie, è stata oggetto di attenzione delle potenze che si affacciavano sul mediterraneo centro-occidentale.
Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi, e ancora Genovesi, Pisani, Francesi e Spagnoli si sono contesi quest’isola.

Le prime testimonianze preistoriche risalgono all’epoca pre-nuragica, la cultura di Ozieri, probabilmente di origine orientale. A questo periodo risalgono gli imponenti dolmen, diffusi soprattutto in gallura, nelle zone attorno ad Olbia e Arzachena; in Bargagia invece sono presenti i Mehnir.

Il complesso nuragico di Barumini Un vero e proprio simbolo della Sardegna sono i nuraghi: torri in pietra erette dalla Civiltà Nuragica tra il XVII e il VI a.C.
Presenti un po’ dovunque sull’isola, i nuraghi si sono conservati meglio nelle zone interne. In alcuni casi sono raggruppati in vasti complessi, come nel complesso nuragico di Su Nuraxi a Barumini, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

La Sardegna "entra nella storia" con l’arrivo dei Fenici, databile al X secolo a.C.
I fenici si limitarono a colonizzare le coste, convivendo a lungo con la civiltà nuragica che prosperava nella parte interna dell’isola.
A testimonianza del passato fenicio restano i nomi delle numerose città costiere da loro fondate: Tharros, Nora, Karalis, Bithia, Sulci. La prima vera colonizzazione dell’isola si ha però con i Cartaginesi, che conquistarono l’isola verso la fine del VI secolo. Ad essi subentrarono i romani, che costruirono alcune delle più importanti città sarde (ad esempio Cagliari) e una prima rete viaria.

Dalla calata dei barbari in poi le vicende della Sardegna divengono più complesse: prima i Vandali, poi Bisanzio, quindi gli scontri con gli arabi, e ancora l’influenza pisana, fino ad arrivare alla dominazione aragonese.
Testimonianze di questo passato tumultuoso sono rinvenibili nei vari stili architettonici che si possono trovare: ad esempio la cattedrale di San Giovanni in Sinis (Oristano) e la basilica di San Saturno (Cagliari) ad opera dei bizantini.

Nel 1326 la Sardegna diventa feudo Aragonese. A questo periodo risalgono numerose fortificazioni di città (i bastioni di Cagliari e le torri di Alghero) e dell’intera costa. Nel 1718, infine, la Sardegna passa in mano ai Savoia e costituisce, insieme al Piemonte, il Regno di Sardegna.
La ritrovata stabilità politica non porta però a miglioramenti delle condizioni di vita degli abitanti. Solo lo sfruttamento delle risorse minerarie, iniziato verso la fine del XIX secolo, e gli interventi di bonifica, terminati nel secondo dopoguerra avviano un processo di svilupo economico che porta all’ammodernamento dell’isola.