Alghero: le Grotte di Nettuno


LE PRINCIPALI GROTTE DELLA SARDEGNA

Grotta di Nettuno - Alghero (SS)

La Grotta di Nettuno prende il suo nome dalla divinità romana del mare, Nettuno ed è la più famosa della Sardegna.
La si può raggiungere per mezzo di una scalinata, l'Escala del Cabirol, che si avvinghia sul costone ovest del capo raggiungendo l'imboccatura della grotta oppure via mare, per mezzo di imbarcazioni in partenza dal molo principale del porto di Alghero. E' un servizio che opera durante la stagione turistica e consente trasferimento e visita in circa tre ore. L'accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio coperto di concrezioni di vegetazione verde, e ci si spinge sino ad un lago alimentato dal mare, in un percorso fitto di concrezioni colonnari.

Alghero: le Grotte di Nettuno La grotta offre uno scenario di incomparabile bellezza caratterizzato da eccezionali concrezioni e dalla trasparenza del suo lago interno. E’ una grande grotta che ha uno sviluppo totale di 2.500 metri, con numerose sale, ampie gallerie, limpidi laghetti, profondi pozzi, angusti cunicoli che la rendono molto complessa.
Attraverso un sentiero si arriva a una colonna che si eleva fino alla volta con la quale forma due arcate spettacolari. Più avanti, una linea di colonne porta al bacino del lago, chiamato la Reggia, da cui si intravede una spiaggia dalla sabbia bianchissima e, nell'ultima parte della grotta, il terrazzo chiamato Tribuna della musica.
Verso la parte destra, dove si apre una zona chiusa al pubblico e accessibile solo da parte di speleologi, si sviluppa un percorso che conduce prima al Lago dei Funghi, e poi, attraverso una galleria detta Metrò, all'enorme salone il cui lato destro è occupato dal Lago Semilunare.

Geologicamente il promontorio di Capo Caccia che la ospita, appare costituito da rocce del periodo Cretaceo, la cui età è compresa tra 135 e 65 milioni d’anni.

Alghero: le Grotte di Nettuno Alghero: le Grotte di Nettuno Alghero: le Grotte di Nettuno

 

Grotta di San Giovanni - Domusnovas (CI)

Domusonovas: La Grotta di san Giovanni La Grotta di San Giovanni è un eccezionale fenomeno carsico, con i suoi 850 metri è una delle più lunghe gallerie naturali d'Europa.
Il suo nome deriva dalla presenza di una cappella interna dedicata proprio a San Giovanni.

Si ritiene si sia formata per un cedimento della enorme massa calcarea del monte Acqua, ed è l'unico caso in Italia, uno dei tre al mondo, di cavità naturale interamente percorsa da una strada carrozzabile.
La lunga strada asfaltata che l'attraversa porta alla zona montana, oggi non è più percorribile da veicoli privati per preservarne le condizioni ambientali.

Domusonovas: La Grotta di san Giovanni Domusonovas: La Grotta di san Giovanni

 

Grotta Su Mannau - Fluminimaggiore (CI)

La grotta di Su Mannau è un'ampio complesso carsico originatosi nei calcari cambrici. Essa si è sviluppata a diversi livelli, da quelli alti, oggi fossili, a quelli inferiori molto attivi e principalmente occupati dai fiumi. Sono proprio due fiumi ad aver dato vita alle due gallerie principali oggi conosciute.

Il Ramo di Destra, originato dal Fiume Rapido, è percorribile per oltre 5 km di ampi condotti intercalati da imponenti Sale: la sala del Sonno adiacente il Lago Pensile, adorna di stalattiti e aragoniti, con grandi colonne che si innalzano fino ai 15 metri; il Salone Ribaldone con oltre 150 metri d'altezza e 100 metri di lunghezza; la Sala Bianca ricca di aragoniti e grandi colonne stalagmitiche; la Sala Vergine, bianchissima, con lo scenario del fiume sottostante, grandi cortine stalattitiche e stupende aragoniti.
Una volta superato il Sifone, i condotti si fanno più angusti, spesso semi sommersi e dopo qualche chilometro si incontra la Sala Bizzarra ricca di aragoniti coralloidi e stupende cannule. Ancora più a monte troviamo il Salone degli Abeti adorno di grandi stalagmiti e stupendi cristalli di calcite. Da qui la cavità si dispone in lunghissime strettoie semi sommerse.

Il secondo fiume, il Placido, ha originato invece il ramo di Sinistra. Qui rami antichi si sovrappongono a rami fortemente attivi. Rami assai più contorti e verticali portano verso la Sala Serra e da qui al Ramo dell'Infinito. A monte del fiume, si trovano sifoni che solo in particolari momenti siccitosi possono essere superati.

 

Grotte Is Zuddas - Santadi (CA)

Santadi (CA): interno delle grotte Is Zuddas Le splendide grotte di Is Zuddas sono situate sul Monte Meana a 256 metri e a 6 Km da Santadi. Subito dopo l’ingresso, sulla volta, sono presenti e ben visibili i resti di un roditore preistorico, estintosi circa 400 anni fa, il Prolagus Sardus, presente solamente in Sardegna e in Corsica. Nella prima sala si osservano delle colate, stalattiti, stalagmiti, alcune di queste unite formano delle colonne, un’unica colata costituisce il pavimento.
Attraverso un cunicolo naturale si accede alla bellissima Sala dell‘Organo il cui nome è dovuto ad una colonna stalatto-stalagmitica che ricorda un organo a canne, alla cui base e nella zona circostante vi sono delle aragoniti coralloidi, stalagmiti, colate, stalattiti e formazioni tubolari (vuote all’interno). Le pareti sono ricoperte di cristalli di bianchissime aragoniti aghiformi.
Subito dopo un breve tunnel si entra nell’imponente Salone del Teatro.
Si giunge infine in un ambiente quasi fiabesco, la Sala delle Eccentriche, la cui volta è ornata da rarissime aragoniti eccentriche, sviluppatesi in ogni direzione.

 

Santadi (CA): interno delle grotte Is Zuddas
Santadi: Interno della Grotta Is Zuddas

Santadi (CA): interno delle grotte Is Zuddas
Grotta Is Zuddas: Sala del Teatro, "La Colata"

 

Grotte Su Marmuri - Ulassai (OG)

Ulussai - Grotte Su Marmuri Le Grotte Su Marmuri (marmo, in sardo) si trovano nel territorio di Ulassai (OG) e sono un opera d'arte che, in millenni di penetrazioni e flussi, l'acqua ha scavato e creato con pazienza. Devono il loro nome alla particolare colorazione e aspetto delle sue conformazioni e sono considerate tra le grotte più imponenti d'Europa, infatti in alcuni punti l'altezza delle sale che si susseguono, raggiungono anche i 70 metri d'altezza. Tra le sale più famose citiamo la "Sala degli Organi" e "I Cactus", dovuti alle concrezioni che formano queste meravigliose sculture naturali che devono i loro nomi suggestivi alle concrezioni che formano queste meravigliose sculture naturali.
Per arrivare all'imboccatura si percorre una strada suggestiva, che conduce al vicino paese di Osini, fra le rocce calcaree di tre tacchi, separati da profonde gole.

La cavità è scavata nel Tacco di Ulassai, il massiccio calcareo che sovrasta il paese. Il suo maestoso ingresso si apre su una ripida scarpata detritica resa facilmente percorribile grazie ad una scalinata di 200 gradini.

La parte visitabile è lunga 850 metri ed è disposta, quasi interamente, in piano. Su Marmuri è una grotta ancora viva: questo significa che le concrezioni continuano a formarsi.

Ulussai - Grotte Su Marmuri Ulussai - Grotte Su Marmuri

La temperatura al suo interno è costante a circa 10° C.
La cavità ospita numerosi ruscelli che danno poi vita ad alcune cascate, fra cui quella di "Lequarci" che durante la stagione delle piogge dà origine a un complesso gioco di acqua e dà riparo ad una fauna molto interessante, costituita da ragni, crostacei, centopiedi, e soprattutto dal catopide Ovobathysciola gestroi, un piccolissimo e interessante coleottero sotterraneo, tipico della zona dei tacchi.
Sono considerevoli anche la presenza di una delle quattro specie di geotritone sardo (Speleomanthes imperialis), singolarissimo anfibio adattatosi alla vita cavernicola, e di una grande colonia di pipistrelli, principalmente Miniotteri, provenienti da ogni parte dell'Isola, attirati qui dalla tranquillità e dalla totale mancanza di correnti d'aria.

 

Grotta del Fico - Baunei (OG)

Baunei, Grotta del Fico La Grotta del Fico si apre nella parete calcarea compresa tra le spiagge di Cala Mariolu e Cala Biriala, in uno dei tratti più affascinanti della Sardegna. Per milioni di anni un fiume sotterraneo ha modellato le viscere della terra forgiando lunghe e contorte gallerie, dal 2003 facilmente visitabili grazie ad un sistema di passerelle che consente di visitare gran parte della grotta in assoluta sicurezza.
Dal 2006 è aperta inoltre un’altra parte della grotta che dopo un percorso di 80m conduce ad un pozzo verticale di 40 metri e sul fondo è possibile ammirare il mare che si collega all’esterno attraverso un cunicolo sommerso chiamato "Sifone della Foca Monaca".
La prima esplorazione della grotta risale agli anni sessanta e si deve al gruppo speleo di Padre Antonio Furreddu, uno dei pionieri della speleologia sarda che ne misurò l’effettiva estensione (oltre 1200 m) dopo avere scoperto l’esistenza di numerosi sifoni che la collegavano direttamente al mare. Padre Furreddu tornò più volte a visitare la Grotta del fico, soprattutto per studiare da vicino la Foca Monaca, abituale frequentatrice della grotta fino agli anni ottanta.
Grazie alle motobarche che quotidianamente effettuano minicrociere lungo la costa di Baunei, la grotta del fico è facilmente raggiungibile dai porti di S. Maria Navarrese, Arbatax, Cala Gonone e La Caletta.

Baunei, Grotta del Fico
Baunei, interno della Grotta del Fico

 

Grotta su Meraculu - Baunei (OG)

Baunei, Grotta Su Meraculu Nel territorio di Baunei, tra scenari d'azzurro, boschi secolari e ripide falesie, c'è "sa rutta 'e su Meraculu" (la grotta del miracolo), un'ampia cavità inedita e bellissima.
"Sa rutta" guarda il mare, a ridosso dell'antico "portu Sisine", la cala che apre alle corone rocciose del Supramonte di Baunei.
Per la sua posizione, per l'interesse e il fascino che suscita, la grotta ha davvero qualcosa di particolare, quasi di miracoloso.

La cavità si affaccia sull'ampia lingua sabbiosa di Sisine e consta di più ambienti ricchi di concrezioni, vere e proprie opere artistiche, rese ancora più singolari da giochi di ombre e colore.

Baunei, Grotta Su Meraculu Dall'ampio atrio, dove la roccia non è più "viva", passando per una strettoia facilmente praticabile (1 metro e più di altezza, 2-3 di lunghezza) ricchissima di formazioni "a cavolfiore", si accede al camerone centrale, lungo circa 100 metri e alto dai 4 ai 6.

Proseguendo lungo il cunicolo, dopo altri 20-30 metri, ci sono dei vani ulteriori, difficilmente accessibili, e una sorgente, ben nota ai pastori che lì andavano a bere.
Di lì, seguendo il condotto, si intravedono ambienti ancora tutti da esplorare, studiare e mappare.

L'interno della grotta segue uno sviluppo lineare lungo il quale un agevole camminamento consente di ammirare figure, profili e particolarissime formazioni, veri miracoli della natura.
Le pareti e della grotta sono colorate di grigio-rosso a causa di fenomeni ossidativi.

 

Grotte Ispinigoli - Dorgali (NU)

Una lunga colonna alta 38 metri unisce la volta con la base della grotta.
Già dall'ingresso è possibile ammirare la profondità della voragine.

Sin dai tempi più antichi veniva utilizzato dall'uomo come rifugio. Fino a qualche decennio fa offriva riparo anche ai caprai. La temperatura è costante a 15 °C. E' possibile scendere fino alla base della colonna tramite i 280 gradini. Tra le altre particolarità si segnala l'abisso delle vergini, un profondo e stretto imbuto che mette in comunicazione con le diramazioni sotterranee della grotta, che si sviluppa per circa 12 Km nelle viscere della terra. Fiumiciattoli e ruscelli attraversano perennemente questo ramo della grotta aperto solo a speleologi esperti.

Alla base dell'abisso sono stati ritrovati dei monili in pasta vitrea di fattura fenicia (esposti nel museo archeologico di Dorgali) e resti ossei attribuiti a giovani donne. Sulla base di questi ritrovamenti è nata la leggenda dei sacrifici umani perpetrati dai fenici per ingraziarsi gli dei.