LA FLORA SARDA

La vegetazione spontanea della Sardegna è tipicamente mediterranea, influenzata notevolmente dal clima caratterizzato da inverni miti ed estati secche.

La vegetazione boschiva è caratterizzata soprattutto da formazioni sempreverdi formate da alberi di leccio e sughera e da boschi a foglie caduche come la roverella e il castagno.

La cosiddetta “macchia mediterranea è rappresentata in questa regione dalle formazioni di corbezzolo lentisco, ginepro, olivastro, cisti, mirto, fillirea, erica, ginestra, rosmarino, viburno, euforbia.

 

La roverella

Flora sarda: un albero di roverella La Roverella (Quercus pubescens), è la specie di quercia più diffusa in Italia, tanto che in molte località è chiamata semplicemente quercia.

Appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Questa pianta si trova principalmente nelle località più assolate in quanto è resistente all'aridità.

Flora della Sardegna; foglie di roverella Le foglie e le gemme della roverella sono ricoperte da una fine peluria che puo’ facilmente sentirsi al tatto. Inoltre, è riconoscibile d'inverno in quanto mantiene le foglie secche attaccate ai rami a differenza delle altre specie di quercie.

Il Legno della roverella fa parte della categoria delle legne dure, ovvero quei legni che hanno ottimo valore calorifico e lenta combustione. E’ per questo utilizzato quasi esclusivamente come legno da ardere, in quanto anche poco apprezzato.

 

Il leccio Sardegna: un albero di leccio con le ghiande

Leccio (Quercus ilex) chiamato anche quercia verde.

E' una pianta mediterranea antichissima, le cui ghiande, dolci e commestibili, erano molto apprezzate fin dai tempi più remoti, infatti, venivano utilizzate per la preparazione del pane di quercia.

La pianta ha una crescita piuttosto lenta ma è molto longeva, infatti, può raggiungere i 1000 anni di età. Fiorisce in primavera con fiori poco appariscenti che presentano o solo stami o solo pistilli. E' un tipo di pianta resistente a tutte le malattie ed ai parassiti.

Il suo legno è molto duro e di difficile lavorazione.

 

La sughera sughero

La sughera (Quercus suber L.) è una specie sempreverde del genere Quercus.

La sua altezza può raggiungere i 20 metri.
La vita media è di 250-300 anni, diminuisce negli esemplari sfruttati per il sughero.

A causa delle proprietà ignifughe del sughero, il legno non viene utilizzato per la combustione mentre è di maggiore importanza la produzione del sughero periodicamente asportato.

Pianta di sughero con asportazione L'asportazione del sughero è un'operazione periodica che si esegue a cicli decennali su piante che hanno almeno 15-20 anni d'età.
I primi sugheri che vengono pelati hanno una superficie ruvida e sono quindi di pessima qualità, solo quelli successivi hanno una superficie più liscia e quindi più raffinata.
I dischi di sughero di prima qualità vengono impiegati per la produzione di tappi di bottiglia, quelli di seconda scelta per tappezzerie o piedi per letti, quelli di categoria peggiore, invece, per la produzione di compensato, materiale isolante o pressato per la produzione di zoccoli per sandali.

 

Il mirto

Piante della Sardegna: un cespuglio di mirto IL Mirto (Myrtus communis) è una pianta arbustiva della famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea. Si adatta bene, anche ai terreni poveri e siccitosi. Ne esistono oltre 40 varietà. Il prodotto più importante, dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalle bacche, utilizzate per la preparazione del liquore di mirto propriamente detto, ottenuto per infusione alcolica delle bacche attraverso macerazione o corrente di vapore.

Per il suo contenuto in olio essenziale, tannini e resine, è un'interessante pianta dalle proprietà aromatiche e officinali.

L'impiego fitocosmetico del mirto risale al medioevo: con la locuzione di Acqua degli angeli, s'indicava l'acqua distillata di fiori di mirto.

Nella tradizione gastronomica sarda il mirto è un'importante condimento per aromatizzare alcune carni: quali il maiale e il pollame arrosto.

Un mirto nel pieno della fioritura
Un mirto nel pieno della fioritura

Bacche di mirto
Bacche di mirti

 

Bacche di mirto Il Fiordaliso spinoso

Il fiordaliso spinoso (Centaurea horrida) è presente solo in poche stazioni costiere di estensione molto limitata, in modo particolare nellla parte nord-occidentale della Sardegna, in alcuni siti costieri dell'Asinara Nurra, nella zona di Alghero, e nella parte nord-orientale dell'isola sarda, in tre piccole popolazioni disgiunte nell’isola di Tavolara.

Sardegna flora: fiordaliso spinoso Sardegna flora: infiorescenza di fiordaliso Sadegna flora: fiore di fiordaliso

 

La Salsapariglia

La salsapariglia nostrana (Smilax aspera) è una pianta della famiglia delle liliacee.
In Italia è nota anche col nome comune di stracciabraghe.

È una pianta arbustiva con portamento lianoso, rampicante, dal fusto flessibile e delicato, ma cosparso di spine acutissime.

Le foglie, a forma di cuore, hanno i margini dentati e spinosi, e spinosa è anche la nervatura mediana della pagina inferiore.
I fiori, molto profumati, sono piccoli, giallicci o verdastri, poco vistosi e fioriscono, da agosto ad ottobre.
I frutti sono bacche rosse, riunite in grappoli, che giungono a maturazione in autunno. Contengono semi minuscoli e rotondi.
Insipide e poco appetibili per l'uomo, costituiscono una fonte di nutrimento per numerose specie di uccelli.

Sardegna, infiorescenza di salsapariglia Flora della Sardegna: dettaglio di fiore di salsapariglia Flora della Sardegna: bacche di Salsapariglia Flora della Sardegna: bacche di Salsapariglia