LA FAUNA DELLA SARDEGNA

La Sardegna gode indubbiamente  di una splendida ricchezza: la natura, che è rimasta inalterata e variopinta nei secoli grazie all’isolamento di cui gode.
Le tipicità che la caratterizzano si manifestano con una differenziazione rispetto alla fauna italiana, pur mantenendone una sostanziale analogia, e con la presenza di elementi faunistici tipici del Nordafrica e del Medio Oriente.
Potremmo classificare il paesaggio Sardo, per la sua diversità, in tre differenti ambienti: le spiagge e il mare cristallino, la zona interna montagnosa e gli stagni costieri.
Iniziando dall’habitat costiero e marino si può riscontrare tutta la gamma di uccelli marini mediterranei nonché una varietà di mammiferi acquatici e pesci.
Fauna della Sardegna: un falco pellegrino Tra gli uccelli, sono degni di nota il falco pellegrino e il grifone.
Il Falco pellegrino, presente in Sardegna con la sottospecie brookei, rappresenta uno dei più belli e meravigliosi esponenti della famiglia dei Falconidi. Nidifica prevalentemente sulle rocce scoscese e spesso sui nidi abbandonati da altri rapaci.

Tra i mammiferi acquatici, sono da ricordare i delfini, le balenottere, ma soprattutto la foca monaca, uno dei mammiferi più rari del pianeta. Quest’ultima rappresentava fino agli anni novanta un simbolo della fauna selvatica dell’isola. Purtroppo è stata perseguitata a lungo dai pescatori che la accusavano di rubare il pesce rompendo le reti, ma anche il turismo ha contribuito a scacciarla, con le invasioni delle spiagge e delle grotte nelle quali si riproduceva. Si pensa che sia ormai estinta ma ogni tanto vengono fatti avvistamenti.
I paesaggi sommersi sono molto complessi e ricchi di colori e richiamano sull’isola schiere di appassionati di immersioni subacquee, per ammirare, in ambienti straordinari, cernie, dentici e ricciole.
Fauna sarda: una tartaruga marina A tali animali vanno aggiunte più specie di tartarughe che frequentano le acque costiere e una delle quali si riproduce ancora lungo le coste dell’isola. La tartaruga marina comune rappresenta la tartaruga più diffusa nel Mediterraneo, con una stima di circa 3000 femmine riproduttive presenti.
Può raggiungere una lunghezza compresa tra gli 80 e i 140 cm e un peso fino a 450 Kg.
L’accoppiamento avviene in prossimità delle coste sabbiose, dove le femmine ritorneranno per deporre le uova dopo circa 2 o 3 anni.

Per quanto concerne la zona interna montuosa, tra le foreste di aceri, lecci, agrifogli e castagni, è molto comune scoprire il passaggio dei numerosi cinghiali che la popolano. La sua origine in Sardegna viene fatta risalire al rinselvatichimento di popolazioni allevate dall’uomo primitivo.

Fauna della Sardegna: un esemplare di cinghiale E' presente su quasi tutto il territorio, dalle zone costiere a quelle interne montane. Rispetto alla specie nominale, il cinghiale sardo è più piccolo.
Molto diffusi in queste terre sono anche i gatti selvatici, le martore, le lepri, le donnole e i tassi. Altro animale tipico di questi territori è la volpe sarda, sottospecie della volpe rossa europea, più piccola di quest’ultima. Ha la testa triangolare, il muso appuntito, le orecchie e gli occhi grandi, il tronco allungato e snello. La coda è lunga di un colore bruno-rossastro o fulvo-grigiastro; le zampe sono biancastre.

Il muflone, un ungulato di ridotte dimensioni, con folto mantello marrone-rossiccio sul dorso e biancastro sul ventre, sul muso e sulle zampe, si è perfettamente adattato a questi luoghi, così come l’aquila reale, la varietà sarda dell'astore, il cervo sardo, il daino.
Queste ultime due specie hanno rischiato l’estinzione e sono sopravvissute solo grazie ad una proficua campagna di ripopolamento.

Sardegna: i cavallini della Fiara di Gesturi Una particolarità della fauna di quest’isola è che determinate specie animali, sono caratterizzate dal "nanismo", ossia presentano delle dimensioni ridotte rispetto alle loro "sorelle" d'oltremare.
Si tratta probabilmente del carattere morfologico più comune che contraddistingue le specie o le sottospecie sarde o sardo-corse dai tipi corrispondenti del continente.

L'esempio più eclatante è quello dei famosi cavallini della Giara di Gesturi (Nu), una razza selvatica del cavallo di origine sconosciuta, considerato un vero e proprio fossile vivente in quanto mantiene alcuni caratteri ancestrali della scala evolutiva di questa specie.
Nell’isola dell’Asinara sono presenti allo stato brado i caratteristici asinelli bianchi, esclusivi dell’isola. La loro colorazione è dovuta ad una mutazione che si è conservata grazie all'isolamento a cui sono stati sottoposti.

Uccelli della Sardegna: un esemplare di flamingo Un ambiente molto interessante e' costituito dagli stagni che racchiudono in se stessi un bellissimo ecosistema, caratterizzato dall'ormai famoso fenicottero rosa, che sceglie ogni anno la Sardegna fra le sue tappe preferite e dove, a volte, depone le uova. E’ possibile trovarne allo stagno di Molentargius, fra i comuni di Cagliari e Quartu Sant'Elena. Da qualche anno Molentargius è anche zona di nidificazione. Il nido viene costruito con materiale fangoso, su argini, penisole o isolotti. La deposizione delle uova (1-2) avviene a maggio.

Fauna sarda: il cavaliere d'Italia Non possiamo certo dimenticare gli altri esemplari che, ormai abitualmente, è possibile ammirare a Molentargius, a Santa Gilla, a Mistras, nel Sinis, a S’Ena Arrubia, a San Teodoro e Budoni, a Colostrai. Ricordiamo le anatre, le folaghe, la cicogna, ilpollo sultano, ilcormorano e il cavaliere d’Italia.

Quest’ultimo uccello è facilmente riconoscibile anche a distanza grazie alle lunghe e rosate zampe, da 35 a 40 cm, su un esile corpo, ed inoltre per il lungo e dritto becco nero. Il piumaggio del petto e della coda invece è bianco, mentre sul dorso e sulle ali è nero. Una volta definito un territorio, i cavalieri costruiscono il nido sull’erba in prossimità dell’acqua, incrociando dei rametti secchi o dei vegetali.